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Il metodo scolastico, gli alunni imparano che esiste una soluzione giusta

La scuola orientata nell'uso del metodo scientifico. Si alle regole proposte dalla didattica, ma non dovrebbero limitare la libertà dell'alunno.  Nelle scuole odierne poca sperimentazione, la didattica crea una soluzione unica per tutti. 


Il metodo scolastico insegna agli alunni, che esiste una risposta corretta al problema, che sia matematico o meno.
Una soluzione che blocca, la sperimentazione e il pensiero creativo. I bambini imparano, che esiste solo quello, che viene considerato, la soluzione corretta. Se pensiamo, che molte scoperte sono state fatte anche per errori, un esempio la penicillina. Togliere la possibilità di sbagliare, non é un metodo molto costruttivo.
Il metodo scientifico, che classifica ed aiuta nell'organizzazione delle conoscenze, é utilissimo ma spesso ci dimentichiamo, che include anche la sperimentazione. Nei tempi antichi, non esisteva una distinzione netta e cosi ferrea, delle materie. Gli scienziati erano anche filosofi e viceversa. Nelle scuole spesso noto, un metodo che distingue ed organizza le materie, come se non avessero nulla da condividere, matematica, fisica, scienze, italiano, storia, ecc.  Sembrano materie slegate, che non creano un pensiero d'insieme. L'alunno viene disorientato, non riesce a collegare, creare connessioni fra le diverse materie.
Esistono connessioni fra le scienze e quando l'alunno riesce ad unirle, li possiamo davvero parlare di conoscenza.

Qual'é il problema più grave nello slegare le materie e nel trovare una soluzione unica per tutti? 

Il problema più grave, gli alunni entrano capaci di creare connessioni, trovare tante soluzioni ad un quesito ed escono dalla scuola, incapaci di farlo.

Vi starete chiedendo che la loro capacità é frutto delle poche conoscenze?

Effettivamente, le poche conoscenze possono aiutare, nel possedere questa qualità.
I bambini sono i più grandi sperimentatori ed imparano giocando. La mia perplessità pone l'attenzione, sul metodo usato non sulle competenze e sull'organizzazione delle conoscenze. La scuola dovrebbe garantire, un miglioramento nella totalità. Insomma, la scuola da un lato sviluppa l'organizzazione nelle menti dei bambini, ma dall'altro spegne il pensiero creativo.
Ovvio, che il pensiero creativo necessita di una guida nell'organizzare ed acquisire nuove conoscenze e sviluppare nuovi modi di pensare. Una buona autorità crea nuove conoscenze, partendo da quelle vecchie, non distrugge quelle vecchie per creare un nuovo set di conoscenze.
La scuola dovrebbe guidare, aiutare nel sperimentare le doti innate e dare la possibilità di acquisirne altre.

Come realizzarlo?
Creare ambienti didattici con stimoli, che sviluppano alcune capacità sociali, aiutino la creazione di una routine salutare, ma allo stesso tempo, piena di nuovi stimoli.
I bambini selezioneranno gli stimoli che catturanno la propria attenzione. Ogni stimolo permetterà allo studente di sperimentare nuove esperienze.
Un esempio, di selezione degli stimoli nei bambini irrequieti, possiamo individuarlo nel lavoro della Montessori. Creava ambienti con pochi stimoli, che aiutavano i bambini ad acquisire alcune abilità. Siccome i bambini presentavano irrequietezza, insegno a quest'ultimi ad aspettare, il proprio turno. Piano piano, i bambini si calmarono e riuscirono ad aspettare il loro turno, per giocare con il loro gioco.

L'evoluzione dei metodi pedagogici sono influenzati anche dall'uso e dall'interazione con la tecnologia. Un buon uso della tecnologia, permetterà ai bambini di sviluppare il pensiero critico e matematico logico. 


Il coding, nelle scuole assume un valore sempre più importante. Molte organizzazione, creano corsi per sviluppare queste capacità, alcuni esempi coderdojo e fablab.
La tecnologia ha bisogno di una mano dalla pedagogia, per sviluppare, il pensiero empatico. Tecnologia e pedagogia possono collaborare in sinergia.
Il pensiero collaborativo ed empatico, può essere acquisito con l'organizzazine di progetti didattici, utili alla suddivisione dei compiti e delle responsabilità.
La suddivisione dei compiti, creerà nell'alunno, una routine che gli permetterà di sentirsi parte della squadra. Ogni bambino avrà un compito ben preciso.

Bene, abbiamo capito come svilupperà la collaborazione, ma come diventerà empatico?

Entrerà in empatia con i compagni perché i ruoli ruoteranno. Ogni settimana, i compiti saranno differenti, cosi i bambini capiranno le difficolta dei differenti ruoli.

Esistono tanti esempi, di questo tipo di approccio didattico,  ne possiamo trovare moltissimi, sia nelle scuole primarie che nelle secondarie, sia tra gli esperti di pedagogia e counseling.
Io mi auguro, una scuola che guidi.
Una scuola, dove il bambino possa essere guidato, alla riscoperta della sua persona. Dove impari sia le soft skill che le competenze tecniche. Una scuola che insegni che esistono tante soluzioni. Insomma una scuola orientata verso l'alunno, non il contrario. Buona scuola a tutti e che sia una bella scuola per tutti.

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