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Intervista Elisa Mannarino grafica, fotografa esperta seo

La storia siamo noi - Una generazione non ascoltata

Un divario culturale sempre più profondo fra il nuovo e il vecchio. Generazioni in conflitto, parlano la stessa lingua ma non si capiscono. Partiamo da noi per creare un nuovo modo di concepire il mondo, rendere partecipi tutti e non escludere nessuno.

“Oggi parleremo con Elisa grafica, fotografa con la passione del marketing.”




           Presentazione:

Il modello di società odierno sembra essere basato sulla ricerca della perfezione per l’individuo a discapito dei diritti civili e sociali delle persone.

Un esempio del condizionamento è svolto dalla famiglia, scuola e media promettendo un sistema basato sulla sicurezza che cerca di neutralizzare la vera essenza dell’individuo. Il raggiungimento tanto agognato che non arriva mai, un traguardo irraggiungibile e insicuro che mette a dura prova le nuove generazioni. Una generazione in cerca della propria strada con tanta voglia di fare ma poche possibilità

        
Come il concetto “di primeggiare” inculcato dalla famiglia, dalla scuola  ha condizionato le tue scelte formative e lavorative?
Ho avuto la fortuna e la determinazione di non seguire questo concetto, entrando sempre in contrasto con la mia famiglia per poter raggiungere il mio personale obiettivo di felicità, e rendendomi così indipendente il prima possibile.

Pensi di aver raggiunto il tuo posto nel mondo oppure di essere spettatore passivo?
A 25 anni ancora non mi sento di aver raggiunto il mio posto nel mondo, sono in costante ricerca del mio “eden” lavorativo come di quello personale, la strada è ancora lunga anche se rispetto alle persone della mia età ho raggiunto molti traguardi importanti e sono soddisfatta di me stessa.

Le generazioni del passato si lamentano spesso che le nuove generazioni non vogliono sporcarsi le mani, pensi che la nostra generazione abbia poca voglia di imparare?
Purtroppo le generazioni del passato che ci lamentano queste mancanze (es. i nostri nonni) non sono quelle che ci hanno cresciuto e molti di noi, figli di genitori che hanno avuto poco, si sono ritrovati ad avere tutto e non hanno voglia né basi per sporcarsi le mani. Hanno tutto e pretendono tutto perché sono stati cresciuti in questa mentalità, e molti genitori continuano a tenerli sotto una campana di vetro inadatta alla società di oggi.






Molti dei giovani italiani sembrano si siano atrofizzati. Siamo sicuri questo sia la sola causa dell’attuale crisi del lavoro ? Una possibile chiave di lettura potrebbe essere vista come una “ribellione” rispetto al sistema paese. Tuttavia esistono tipologie di giovani che ancora combattono e hanno voglia di cambiare il paese italia.


Qual’è la motivazione che ti stimola ad affrontare tutte le difficoltà  che si presentano?

Sono dell’idea che ogni difficoltà che mi viene presentata abbia uno scopo preciso, che sia quello di migliorarmi o quello di raggiungere uno status più appagante, perciò la mia motivazione credo sia la prospettiva di crescita emotiva e di qualità della mia vita.

Pensi che l’Italia abbia una possibilità per cambiare in positivo?  Se si come
Sono molto critica a riguardo: non vedo una possibilità di cambiamento positivo, non in una nazione dove si è felici o appagati solo se qualcun’altro non lo è. Non c’è unità, non c’è la voglia di raggiungere uno status equo per tutti.

L’atteggiamento delle nuove generazione è una conseguenza della crisi oppure una negazione dell’identità della nostra italianità?
La nuova generazione non ha basi forti per sostenere scelte difficili come un lavoro non gratificante o lontano da casa, con lo scopo di un’identità come persona e come italiano, quindi credo sia un mix dei due problemi.

Pensi che il mondo dell’intelligenza artificiale possa migliorare la situazione “lavoro” ?
In alcuni campi sta avendo riscontri davvero strabilianti, la medicina è un settore che sta avendo grandi risultati grazie alle macchine e quindi la qualità del lavoro di un medico si è alzata; cosa molto diversa la vedo nelle fabbriche: quello che può essere un aiuto a livello fisico e di fatturato per l’azienda, diventa un posto tolto a un operaio, creando una disoccupazione non necessaria.


Una generazione persa nell’ assenza di una rappresentazione, in cerca di stimoli differenti dai vecchi stereotipi. Una cultura dello stress che cerca di creare adulti insoddisfatti e infelici. Sempre più giovani guardano il loro futuro nelle vecchie generazioni e rimangono pietrificati davanti al risultato che li dovrebbe attendere. Le domande che sorgono spontanee: Resistere? Adeguarsi ? Lasciare?

      
Pensi che valga la pena rimanere in Italia oppure pensi che ti stai perdendo qualcosa? Altri paesi potrebbero proporti qualcosa di più congeniale?
Mi fai una domanda molto personale in questo momento: pochi mesi fa ho avuto una forte crisi interiore sul rimanere o no in Italia, ora ho trovato un lavoro che mi permette di rimanere e costruire un minimo di futuro appagante, ma credo che quella voglia di andarmene non se ne andrà mai. Ad altri dico che se non hanno nulla che li trattenga conviene andarsene e crearsi una vita al di fuori delle possibilità negate in questo paese, non sapendo assolutamente se fuori sia meglio o peggio, ma rischiare è sempre meglio che rimanere immobili. Se non avessi trovato questo lavoro sarei sicuramente partita.

Parlaci di quello che ti piace fare e  se pensi che potresti trasformare la tua passione in un lavoro?
Ho sempre amato l’arte, essendo cresciuta nel cuore della cultura moderna e della ricerca della bellezza ho avuto sempre l’obiettivo di rimanere in questo mondo fatto di colori e emozioni. Credo di essere sulla strada giusta, lavoro nel campo del marketing e ogni giorno ho la possibilità di esprimere la mia creatività nelle campagne che creo. Nel tempo libero mi piace fotografare, e anche se per alcuni anni è stato il mio obiettivo professionale, ho affrontato la realtà e ho preferito tenerla come svago nei weekend.

Parlaci dei tuoi progetti ? Ti piacerebbe fare una raccolta crowdfunding per realizzare le tue passioni?
I miei progetti a breve tempo sono consolidare il mio ruolo lavorativo e poter pensare a realizzare una famiglia, credo molto nel crowdfunding perché può essere un buon modo per la società di sentirsi parte di un progetto, per sostenere qualcosa in cui si crede e si vuole vedere realizzare, ma nel mio piccolo non penso mi possa servire non avendo progetti da proporre.


L’Italia è un paese in via di sviluppo culturale, vuole innovarsi ma non trova la forza per farlo o le persone giuste che lo faccino. Si è diffusa la moda della promozione dell’innovazione ma alla fine tutto rimane uguale. Le parole non corrispondono alle azioni e viceversa. Belle parole ma poca ciccia… Soprattutto nell’ambito creativo e artistico, manca la cultura della salvaguardia della bellezza…




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